Il 10 Febbraio 1992, presso l’ufficio di Via Parenzo 90/15, nel Villaggio costruito per i profughi si riunivano gli iscritti all’A.N.V.G.D. e risorgeva il Comitato Provinciale di Torino.

Fermi restando i principi, gli ideali, l’insegnamento della nostra storia, radici, tradizioni, cultura, mai dimenticando le persecuzioni, le foibe, l’esodo, i campi profughi, pur continuando a lottare per la restituzione dei beni abbandonati e per l’equo e definitivo indennizzo, il Comitato di Torino, come primo compito, si è posto come obiettivo di dare subito un sostegno materiale a tutti quegli esuli che da 50 anni aspettano di poter acquistare la casa popolare a loro assegnata alle condizioni di miglior favore per loro stabilite.

Da questa iniziativa sono nate, la Legge del 24-12-1993 n° 560 art. 1 comma 24, la Legge 29-11-1995 n° 507 art. 5 comma 8 TER, la Legge 23-12-1996 n° 649 art. 5, la Legge 23-12-2000 n° 388 art. 45, la Legge 28-12-2001 n° 448 art. 61, la Legge 24-12-2003 n° 350 comma 223-224-225.

Queste Leggi hanno e stanno permettendo agli Esuli di acquistare gli immobili per noi costruiti o da noi utilizzati, compresi anche gli immobili adibiti ad uso non abitativo.

Queste Leggi, fatte proprie dagli A.N.V.G.D. Nazionale e dalla Federazione degli Esuli, sono valide sul territorio nazionale e per tutti i profughi, nonostante forti resistenze da parte degli Istituti Autonomi per le Case Popolari locali che hanno sempre avuto interesse a far si che questi immobili restassero sotto il loro controllo patrimoniale.

Queste iniziative, hanno portato alla nascita ed alla costituzione di diversi comitati sul territorio nazionale ai quali non è mai mancato il nostro aiuto e la nostra consulenza.

In Piemonte, si sono costituiti il Comitato di Novara, quello di Alessandria-Tortona, i quali assieme al già esistente Comitato di Cuneo e quello di Torino, hanno dato vita in data 02-03-1998 alla Consulta Regionale del Piemonte.

Il Comitato di Torino, per farsi conoscere dalle istituzioni comunali, provinciali e regionali, per poter ricevere ospiti, svolgere attività culturali, ricreative ed essere un punto di riferimento per gli esuli, ha provveduto a far trasformare una parte della Centrale Termica (acquistata in proprietà millesimale con le case dai profughi) in un Circolo Culturale su due livelli, per una metratura complessiva di circa 300 mq coperti.

La gestione, il funzionamento e le attività sono a cura dell’ANVGD di Torino. Il Circolo è aperto a tutti, è sede di confronto con altre realtà culturali, regionali, non dimenticando che parte integrante del Circolo sono i profughi rimpatriati dalle colonie che nel villaggio abitano ed hanno diviso con noi il pane amaro di lunghi anni nei campi profughi.

L’inizio delle attività nel circolo sono avvenute a partire dal febbraio 1998, ne citiamo di seguito le più significative:

Mostre collettive di pittori Istriani, Giuliani e Dalmati;
Mostre personali di pittori e scultori delle nostre terre (Buranello, Sficco, Privileggi, Pusar);
Mostre di Cartoline Storiche;
Conferenze sulla salute (a cura dei migliori primari Torinesi);
Presentazione del libro di A. Petacco da parte dell’Autore;
Presentazione del libro di Colombo con conferenza;
Feste di S.Nicolò, S.Lucia, S.S. Vito e Modesto;
Esibizioni canore dei Cori di Rovigno e Pola;
Esibizioni della Mandolinistica Torinese.

Queste attività, sommate a quelle svolte in sedi istituzionali cittadine, provinciali, regionali e nelle scuole e nei licei, hanno fatto conoscere le vicende dei confini orientali e dell’esodo dall’Istria Fiume e Dalmazia di circa 350.000 esseri umani alla maggioranza dei cittadini ignari di queste vicende o mal istruiti.

Nell’anno 2003 (con una targa che ricorda il 10 febbraio) è stato posto un cippo al Cimitero Monumentale di Torino, con base una pietra d’Istria di notevole dimensione, sormontata da una struttura tubolare in bronzo, raffigurante il profilo geografico dell’Istria Fiume e Dalmazia, per onorare tutta la nostra gente perseguitata, infoibata, uccisa in ogni modo e luogo e per ricordare anche quelli morti dopo l’esodo sparsi in Italia e nei cinque continenti.

Oggi, che una legge dello stato riconosce il 10 Febbraio, giorno del ricordo sul territorio nazionale, ci fa particolare piacere che le istituzioni sappiano che esiste un monumento, in un cimitero che è riconosciuto per i suoi monumenti, tra i primi quattro in Europa, a cui rendere omaggio e soprattutto per non dimenticare.

Queste iniziative hanno fatto si che circa 600 famiglie abbiano dato la loro adesione al Comitato e che molti amici esuli e non esuli lo frequentino e partecipino alle iniziative proposte.