L'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia è la prima associazione a carattere nazionale, sorta nel 1947, con lo scopo di raccordare e organizzare le decine di migliaia di profughi provenienti dai territori della Venezia Giulia e della Dalmazia che il Trattato di pace del 10 febbraio 1947 aveva ceduto alla ex Jugoslavia o assegnato alla Zona B del mai costituito Territorio Libero di Trieste. La sua sede è sempre rimasta a Roma, per la necessità di un rapporto costante con il Parlamento, il Governo e le Amministrazioni centrali dello Stato.
Riorganizzata con l'atto costitutivo del 2 giugno 1956, l'Associazione ha conservato nei decenni la sua estensione a tutto il territorio nazionale, essendo nati i diversi comitati dalle comunità di esuli ospitati prima nei campi-profughi e poi nei Villaggi giuliano-dalmati costruiti in diverse città italiane in esecuzione di un programma speciale di edilizia popolare.
Mentre l'Opera Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, costituita come ente pubblico governativo e disciolta nel 1974, provvedeva all'assistenza dei profughi (in tutto circa 350.000), dalla costruzione dei Villaggi all'organizzazione dei convitti maschili e femminili, delle colonie estive, ecc., l'A.N.V.G.D., in quanto associazione di carattere privato, si assumeva il compito di mantenere uniti su base volontaria gli esuli dai territori perduti attraverso l'attività culturale dei comitati locali, la celebrazione delle festività civili e religiose (dal 4 novembre, Anniversario della Vittoria, alle feste dei Patroni delle città abbandonate), la partecipazione e l'organizzazione di convegni di studio, conferenze, ecc., in stretta collaborazione con le Amministrazioni dello Stato, gli Enti Locali, le Università e le Scuole, le associazioni combattentistiche e d'arma e le istituzioni culturali.
Le iniziative dell'Associazione hanno portato un contributo determinante nel campo dei provvedimenti legislativi adottati dal Parlamento italiano per risolvere i problemi dell'esodo giuliano-dalmata, dalle leggi per l'edilizia popolare a quelle per l'indennizzo dei beni perduti nei territori ceduti (con il cui corrispettivo l'Italia ha pagato i danni dovuti alla ex-Jugoslavia in forza del trattato di pace). La natura apolitica e apartitica dell'Associazione è stata il presupposto essenziale della considerazione in cui è stata tenuta.

La struttura della A.N.V.G.D si articola in Comitati Provinciali, cinquanta circa, esistenti in quasi tutte le regioni italiane (Sardegna, Campania, Abruzzo, Lazio, Toscana, Marche, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia) e in Consulte Regionali, con circa 10.000 iscritti.
Le dirigenze provinciali e quella nazionale vengono designate elettivamente con assemblee nei tempi previsti dallo Statuto. Dalla sua nascita l'Associazione ha tenuto 17 Congressi Nazionali.
Hanno ricoperto la carica di presidente nazionale: l'On. Lino Drabeni, ex-comandante partigiano nell'Italia del Nord, esule da Zara; l'On. Fausto Pecorari, triestino, Presidente dell'Assemblea Costituente; Padre Alfonso Orlini, Ministro Generale dei Frati Minori Conventuali, esule da Lussino; Comm. Fulvio Bracco, industriale, nativo di Cherso; l'Avv. Giuseppe Ziliotto, di famiglia irredentista zaratina; il Dott. Emanuele Mandel, volontario e medaglia d'argento della prima guerra mondiale, esule da Zara; il Com.te Libero Sauro, istriano, figlio della medaglia d'oro Nazario Sauro; l'On. Gianni Bartoli, istriano, ex-sindaco di Trieste negli anni del Governo Militare Alleato e del ritorno della città all'Italia ; l'On. Paolo Barbi, di famiglia dalmata, più volte Sottosegretario, e l'On. Lucio Toth, magistrato ed ex-senatore, esule da Zara.
 
Personalità di rilievo nell'assistenza e nell'organizzazione dei profughi fu fin dal 1947 Padre Flaminio Rocchi, frate francescano, esule da Neresine , venuto a mancare il 9 giugno 2003.